Consigliere della Regione Toscana

SANITA’ : CHE FINE HA FATTO IL NUMERO EUROPEO ARMONIZZATO? 3,5 MILIONI DI EURO PER LA CENTRALE UNICA SONO CORRETTI? LE SCELTE DELLA REGIONE RISPETTANO LE NORME NAZIONALI

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SANITA’. CAPECCHI (FDI): “CHE FINE HA FATTO IL NUMERO EUROPEO ARMONIZZATO? 3,5 MILIONI DI EURO PER LA CENTRALE UNICA SONO CORRETTI? LE SCELTE DELLA REGIONE RISPETTANO LE NORME NAZIONALI?”
“Abbiamo numerose perplessità sull’operazione e gli aspetti procedurali”

Firenze, 20 ottobre 2023: “A che punto è la Toscana con l’istituzione del Numero Europeo Armonizzato (NEA)? Si vogliono spendere 3,5 milioni di euro per costituire una nuova centrale unica del numero 116117 ma perché la Regione non ha pensato di utilizzare le strutture già esistenti? E poi la scelta della Regione di costituire una sola centrale rispetta la normativa nazionale? Queste sono alcune delle domande che abbiamo presentato in un’interrogazione all’assessore Bezzini e al governatore Giani.
Il numero telefonico 116117 è il numero unico europeo per l’accesso alle cure mediche non urgenti e ad altri servizi sanitari territoriali a bassa intensità. La nostra Regione è in ritardo con la sua istituzione e ci sembra che molte procedure per l’attivazione del NEA siano poco in linea con le indicazioni normative.
Intanto la Toscana ha previsto di costituire una centrale operativa unica che costerà ben 3,5 milioni di euro. La centrale potrebbe, già ora su carta, essere incapace di rispondere alle numerose chiamate che riceverà e soprattutto in contrasto con le norme nazionali. Il decreto ministeriale che disciplina il NEA infatti prevede che sia costituita una centrale ogni 1-2 milioni di abitanti, va da sé che nella nostra Regione dovrebbero essercene almeno due.  Non comprendiamo perché la Giunta Giani abbia fatto questa scelta che disattende le regole nazionali, comporta eccessivi costi e il rischio di non dare un servizio efficiente ai cittadini.
L’obiettivo della istituzione di questa centrale è infatti quello di offrire una porta di accesso alla cittadinanza per l’accesso ai servizi di cure primarie, non urgenti, in maniera tale da creare un sistema univoco che prenda in carico la richiesta e la gestisca da subito unitariamente con le strutture deputate alla erogazione dei servizi territoriali: la medicina generale, la pediatria di famiglia, la continuità assistenziale, le nuove UCA, eccetera. Creare una centrale sovra-aziendale, che si limiterà a ricevere telefonate e non a gestire le richieste insieme ai servizi sanitari territoriali costituisce limite che pregiudica il risultato finale dell’operazione.
Abbiamo poi appreso che la Regione ha intenzione di accorpare la centrale unica del NEA a quella del 112 (numero delle emergenze che dipende dal Ministero degli Interni) e ciò viene confermato dal fatto che Estar ha indetto un concorso per un tecnico amministrativo per le attività di supporto alla centrale operativa NEA 116117 e NUE 112. Ma il Ministero della Salute è d’accordo su questa impostazione? Il legislatore ha infatti stabilito dei distinguo essenziali tra i due numeri che rispondono infatti a servizi molto diversi: il 112 continuerà a occuparsi delle emergenze, mentre il NEA risponde per problemi meno gravi offrendo anche un servizio di telemedicina. Se le cose stessero così il concorso bandito da Estar potrebbe essere impugnato.
Infine abbiamo anche chiesto se il responsabile individuato a suo tempo per questo Progetto è stato confermato o meno. Vogliamo infatti evitare un possibile spreco di fondi pubblici che la nostra Regione non può permettersi ed evitare, soprattutto, errori gravi da parte della Giunta regionale nella realizzazione di servizi fondamentali per la nuova sanità territoriale” lo dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi (primo firmatario dell’interrogazione).

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