Approvata una mozione per un sistema innovativo di prevenzione incidenti con animali selvatici

Approvata in 4° Commissione una mozione di FDI per l’introduzione in via sperimentale in Toscana del “Life Crossing”, dispositivo sofisticato che può sventare le gli incidenti con animali selvatici.
La mozione è stata presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia Capecchi e Fantozzi e modificata accogliendo alcuni emendamenti del gruppo Pd, presentati dal consigliere Cristiano Benucci.

Firenze 1 Aprile 25. E’ stata approvata in commissione ma non ha bisogno di altri passaggi una mozione che potrebbe aumentare in modo sensibile la sicurezza della circolazione in certi tratti del territorio, soprattutto montano, grazie a un innovativo sistema di dissuasione per animali selvatici che si attiva mettendo in relazione la loro presenza con l’arrivo di auto sulle strade a più elevata percorrenza..
In pratica si tratta di strumenti che incrociano la presenza di un animale di medio grandi dimensioni (come cinghiali, daini e cervi) e l’arrivo di un veicolo e motociclo : la concomitanza di questi due elementi attiva una serie di suoni e di luci che di possono far fuggire l’animale ma soprattutto costituiscono un avvertimento diretto al guidatore della presenza di animali a lato strada, che può diminuire la velocità evitando quindi la possibile collisione.
Collisione che purtroppo, quando si verifica soprattutto a velocità elevate, ha esiti disastrosi per la persona , l’animale e i beni coinvolti.
Il progetto è stato presentato sotto forma di mozione dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, sottoscritto dal capogruppo Vittorio Fantozzi e dal consigliere del Pd Cristiano Benucci e approvato all’unanimità dalla commissione 4 con atto deliberativo.
“Ora ci auguriamo- dice Alessandro Capecchi, a nome anche degli altri sottoscrittori- che la Regione Toscana proceda velocemente con un provvedimento di alta civiltà, che coniuga la tutela della salute delle persone con la salvaguardia degli animali e dei beni. Ci sono in Italia, specialmente in ambito appenninico, già 17 postazioni funzionanti e che hanno prodotto un risultato eccezionale, sventando oltre il 90% dei potenziali casi pericolosi e garantendo il massimo della affidabilità. Importante sarà scegliere le posizioni migliori dove collocare le prime postazioni, e per questo la mozione impegna anche la Giunta a realizzare un monitoraggio delle zone più soggette al fenomeno.
Cercando di rendere ancora più efficace uno strumento tecnologico che viene in soccorso proprio delle regioni, ormai considerate dalla giurisprudenza della corte di cassazione come uniche responsabili dei danni provocati dagli animali selvatici”.

IL MIO INTERVENTO SUL PROLUNGAMENTO DELLE CONCESSIONI CON ENEL

Grazie al Governo Meloni la Toscana ha potuto ricontrattare con Enel il prolungamento delle concessioni per lo sfruttamento della energia geotermica, di cui la nostra regione è ricca.

Una possibilità che vale oltre 3 miliardi di euro e decine di milioni in opere pubbliche che altrimenti sarebbero dovute arrivare solo a esito di gare lunghe e complesse, con possibile perdita di importanti investimenti.

Ma Giani è venuto solo oggi, ad accordo chiuso, a riferire al Consiglio Regionale, mentre a mio parere avrebbe dovuto farlo prima trattandosi di un vero e proprio piano, che avrà un importante impatto sulla pianificazione, sull’assetto energetico regionale e anche sull’ambiente.

I cittadini di Sambuca Pistoiese non possono restare ancora senza assistenza sanitaria

“ I cittadini di Sambuca Pistoiese non possono restare ancora senza assistenza sanitaria ”. Il Consigliere Regionale ha presentato una interrogazione su questo tema insieme al Capogruppo Vittorio Fantozzi

Firenze 21 marzo ’25 “ Da tempo sto, insieme al gruppo di Fratelli d’Italia in Regione Toscana, monitorando la situazione di Sambuca Pistoiese, che è andata sempre più perdendo servizi sanitari a causa del fatto che non c’è più da tempo il medico di base e poi, da febbraio, con la chiusura della Guardia Medica che, anche se solo per un giorno alla settimana, era a disposizione dei cittadini.

Sambuca Pistoiese, come ha sottolineato il sindaco Marco Breschi , è una comunità di 1400 persone, con età media di ben 55 anni e l’assenza di un medico è una grande pregiudiziale per la loro permanenza nel paese, perché essere costretti a spostarsi continuamente per essere curati diventa un ostacolo rilevante.

Nella interrogazione che ho presentato, insieme al Capogruppo Vittorio Fantozzi, chiediamo all’assessore Bezzini se è a conoscenza del fatto che non c’è più nemmeno la guardia medica e cosa intende fare per ripristinare la normalità della presenza di almeno un medico a disposizione dei cittadini di Sambuca Pistoiese, evitando loro continue peregrinazioni per ricevere le cure e l’assistenza che dovrebbe essere un diritto minimo di ogni toscano.

Mi auguro che ci sia una risposta veloce e si ponga fine a questa anomalia che penalizza la qualità della vita di questo centro della Montagna Pistoiese” sostiene Alessandro Capecchi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia.

IL MIO INTERVENTO SULLA PRIMA VARIAZIONE DI BILANCIO DEL 2025

Nella discussione della prima variazione di bilancio del 2025 si è parlato di riequilibrio del piano economico finanziario del trasporto pubblico a favore di Autolinee Toscane: un’operazione che costa circa 300 milioni, decisa già dalla giunta e scoperta solo con questa variazione perché oltre ad aver sostituito l’autofinanziamento degli autobus con un finanziamento pubblico ed aver allungato la concessione di un anno è prevista infatti un ulteriore erogazione di denaro, oltre i 40 milioni già elargiti nel corso del 2024, di altri 30 milioni per un totale di circa 300 milioni per equilibrare il PEF. Non si è affrontato e non si affrontano, invece, i veri temi che sono sopratutto legati alle tariffe e al sistema di trasporto nelle aree marginali e periferiche della Toscana.

Vanno velocemente ripristinate le due fermate sospese a Serravalle Pistoiese, nei pressi della strada per la Castellina, del Trasporto Pubblico Locale

Comunicato Stampa Cons. Alessandro Capecchi  Gruppo FDI Toscana
 CAPECCHI (FDI) “ Vanno velocemente ripristinate le due fermate sospese a Serravalle Pistoiese, nei pressi della strada per la Castellina, del Trasporto Pubblico Locale”
Firenze 5 marzo 2025 “ Nei giorni scorsi è stata soppressa una doppia fermata del Trasporto Pubblico Locale a Serravalle Pistoiese, al Bivio per la Castellina, sia in direzione Pistoia che in quella opposta.
Il provvedimento è stato motivato con la pericolosità della fermata, che viene utilizzata per le linee 53, 63 e le extraurbane.
Per questo motivo gli studenti e in generale i fruitori del servizio devono fare un tratto prolungato verso il centro di Serravalle Pistoiese, percorrendo la strada regionale 435 che è priva di marciapiede e molto transitata, per utilizzare altre fermate.
Credo sia necessario quanto prima mettere in sicurezza la doppia fermata al Bivio di Castellina, perché è paradossale che per risolvere un problema di sicurezza se ne crei uno ancora più importante, aggravando i disagi dei pendolari e scoraggiando l’uso del mezzo pubblico” dice Alessandro Capecchi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia.

MELONI TAGLIA LE TASSE MENTRE IN TOSCANA IL PD LE ALZA

Lo scorso anno il Pd ha aumentato l’Irpef regionale per far fronte al buco finanziario provocato dalla scorretta gestione della spesa sanitaria. Un ritocco che costa 130 milioni di euro ai toscani, una media di circa 117 euro per i redditi tra i 28 e i 55mila euro e di 1012 euro per i redditi superiori ai 50mila euro.

Ma se Giani mette le mani nelle tasche dei cittadini, dall’altra parte abbiamo il Governo Meloni che sta facendo l’esatto opposto con la riforma del cuneo fiscale varata con la manovra finanziaria 2024. Sappiamo che i numeri possono essere sottoposti alle letture politiche più disparate, ma in questo caso è Irpet (l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana) a riconoscere il lavoro del Governo sull’abbassamento delle tasse e a calcolare quanto rimarrà in più ai toscani. L’Istituto fa sapere che “il costo complessivo della riforma dell’IRPEF è pari a 17,4 miliardi di euro a livello nazionale, corrispondenti a un mancato gettito di 1,3 miliardi in Toscana … La riduzione media per contribuente è pari a 423 euro annui a livello nazionale e 464 euro in Toscana”.
Nello specifico i contribuenti con reddito tra i 28 e i 50 mila euro a causa della Giani Tax avranno un beneficio di circa 143 euro e non di 260 euro a differenza del resto d’Italia.

Sempre Irpet parla dello sforzo fatto dal Governo per venire incontro alle famiglie. “In Toscana – scrive l’Istituto – le famiglie che beneficiano di un aumento del reddito disponibile per effetto della riforma sono 1 milione e 500mila, il 61% del totale”. Il risparmio medio a famiglia si aggirerà attorno agli 800 euro all’anno. Questo è il primo Governo che prende in seria considerazione il crollo demografico ed è conscio dei risvolti sociali, fiscali ed economici del fenomeno per questo sono state inserite diversi strumenti fiscali per sostenere le famiglie con figli.

Vicofaro un problema che va risolto. Troppi episodi di violenza e ci sono timori per una accoglienza troppo spinta

CAPECCHI (FDI) “Vicofaro un problema che va risolto. Troppi episodi di violenza e ci sono timori per una accoglienza troppo spinta”

Firenze, 18 gennaio 2025 “I nuovi fatti accaduti a Vicofaro, riportati sulla stampa, purtroppo noti a tutti, ripropongono il problema di una situazione che sta sfuggendo di mano al parroco Don Biancalani. Il suo concetto – molto personale – di accoglienza ha portato infatti a stipare un centinaio di persone in spazi assolutamente non idonei, arrivando a occupare addirittura gli interni della Chiesa, con grande sofferenza per chi vorrebbe essere libero di frequentare la propria Chiesa..
Oltre a questo approccio, discutibile ma che appartiene alla coscienza di ognuno, ciò che più rileva sono gli aspetti sociali e di sicurezza che questa anomalia comporta.
Gli ultimi fatti riportano che una donna abbia applaudito un ospite della parrocchia che espletava i propri bisogni sul muro della sua abitazione, in via Bovio. La reazione è stata verbale, con insulti di varia natura, ma anche materiale, con sassi lanciati verso le abitazioni, le persone e le autovetture.
Si tratta di episodi che si protraggono da troppo tempo, che obbligano le forze dell’ordine a continui interventi per evitare che si arrivi a scontri più gravi, come quelli che si sono verificati qualche mese fa. Chiaramente tutto questo determina una spaccatura sempre più profonda con il quartiere, ormai esasperato, ma anche il fatto che gli agenti sono sottratti ogni volta dal loro presidio del territorio.
Contrariamente a quanto afferma Don Biancalani, non si tratta di contrapposizione politica, ma le perplessità sulla conduzione di Vicofaro sono motivate da preoccupazioni sanitarie, di ordine pubblico, di convivenza con gli abitanti della zona che sono, giustamente, esasperati.
Solo l’equilibrio del sindaco Alessandro Tomasi, insieme al buon senso dei residenti del quartiere e all’impegno di tante istituzioni cittadine ha impedito fino ad oggi che la situazione degenerasse. Ma la misura è colma, e gli abitanti di Vicofaro e la città di Pistoia meritano rispetto” dice Alessandro Capecchi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia per la Toscana.

Il nuovo piano dei rifiuti della Regione Toscana continua a penalizzare la provincia di Pistoia e non risolve le criticità. Si insiste sulle discariche, non hanno tenuto conto dei nostri suggerimenti

Firenze, 16 gennaio 2025 “Il nuovo piano dei rifiuti, approvato dopo tante vicissitudini nella serata di mercoledì, oltre ad evidenziare una spaccatura nel cosiddetto “campo largo”, non risolve nessuna criticità presente in provincia di Pistoia, non risolve problemi annosi dei territori e rappresenta una occasione persa in termini di governance del sistema, di abbattimento delle tariffe e di miglioramento ambientale.
Come gruppo di Fratelli d’Italia abbiamo proposto tante modifiche che avrebbero migliorato l’assetto del settore legato alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, ma i  nostri emendamenti non sono stati accolti.
Per effetto di questo piano, chi ha dato continua a dover dare e la nostra provincia non sfugge alla regola: al Dano, che doveva essere chiuso e bonificato molti anni fa, l’Ato a maggioranza ha imposto di realizzare  un impianto di recupero della carta, che solo grazie alla Giunta Tomasi si trasformerà in una occasione di recupero ambientale di gran parte della zona.
A Serravalle invece la discarica del Cassero – nonostante i nostri emendamenti a sostegno delle sservazioni presentate dai cittadini, dal comune e anche dalla Provincia stessa – si potrà passare dai rifiuti speciali a un impianto che tratterà i rifiuti urbani, che rischia di avere un forte impatto sulla situazione esistente.
A Montale, dove da decenni c’è l’inceneritore, la cui gestione è stata assegnata di recente  per tre anni a Hera,  abbiamo chiesto – inascoltati – che la Regione prendesse l’impegno di accompagnare la sua  progressiva dismissione, sostituendolo con un impianto collocato altrove, per distribuire il peso di questa attività di incenerimento in zone diverse e non gravare sempre sulle stesse comunità e gli stessi territori: purtroppo anche qui la nostra richiesta è stata disattesa.
Insieme a tutto questo, è in corso l’istruttoria sulla domanda di ampliamento della discarica del Fossetto a Monsummano, perché la Toscana – mentre parla di economia circolare – resta la regione italiana che utilizza più delle altre le discariche, sistema di smaltimento dei rifiuti,  sotterrandone ancora circa il 30%. dei rifiuti
Tutto questo in un contesto di piano deludente in molte sue parti:  che non fissa limiti temporali per la realizzazione dei nuovi impianti, che prosegue appunto a interrare rifiuti in una’area che è al quarto posto per reati ambientali in Italia e in una Regione al secondo posto nazionale per costo pro-capite per lo smaltimento dei rifiuti.
Questo è lo scoraggiante quadro che esce per i pistoiesi e i toscani dopo l’approvazione di uno strumento pianificatorio che poteva consentire un salto di qualità per tutti, ma che invece rappresenta al momento una occasione persa che peserà molto sulle tasche di cittadini e imprese” dice Alessandro Capecchi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia per la Toscana

RIFIUTI : QUELLO DELLA MAGGIORANZA È UN NON PIANO CHE CONDANNA LA TOSCANA AD ESSERE UNA DELLE REGIONI CON I COSTI PIÙ ALTI

FOTO E COMUNICATO STAMPA – RIFIUTI, CENTRODESTRA: “QUELLO DELLA MAGGIORANZA È UN NON PIANO CHE CONDANNA LA TOSCANA AD ESSERE UNA DELLE REGIONI CON I COSTI PIÙ ALTI”
“Ci rimettono cittadini e imprese. Siamo al lavoro per una proposta alternativa che farà parte del programma per le regionali”
 
Firenze, 15 gennaio 2025:  Un piano dei rifiuti insufficiente, inadeguato, ideologico e giunto fuori tempo massimo.  Una bocciatura netta nel merito e nel metodo, quella del centrodestra in Consiglio regionale. Obiezioni, perplessità e timori per il futuro, a partire dall’aumento delle già alte tariffe, che Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno elencato ed esplicitato nel corso di una conferenza stampa durante la quale sono intervenuti il vicepresidente della commissione Ambiente Alessandro Capecchi (FdI), il capogruppo di Forza Italia Marco Stella, la capogruppo della Lega Elena Meini e il portavoce dell’Opposizione Marco Landi

“Il centrodestra ha lavorato molto sul Piano rifiuti della Toscana – ha detto Alessandro Capecchi – anche perché fin da subito abbiamo rilevato vizi di forma e questioni di sostanza importanti. Il Piano doveva essere pronto nel 2020 ma arriva solo oggi e, soprattutto, non è un Piano perché non localizza gli impianti, non prescrive niente e prevede una fase transitoria della durata di sei anni pari alla durata stessa del Piano secondo la Legge. Ritardi che hanno conseguenze se si pensa che i fondi POR FESR per la Toscana sono bloccati proprio perché la Regione sta tardando l’approvazione del Piano che dovrà ricevere l’avallo dell’Unione Europea.
La Regione Toscana – ha ricordato l’esponente di FdI – è la seconda in Italia per costo pro-capite per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, e nel Piano non ci sono né direttive specifiche né termini né indicazioni per realizzare gli impianti necessari che abbatterebbero i costi.  Il rovescio della medaglia è che si continuerà a depositare i rifiuti in discarica e di questo ne è consapevole la Regione perché ha previsto che i rifiuti urbani possano essere conferiti nelle discariche degli speciali. Alla faccia dell’ambiente e dei cittadini che saranno costretti a convivere con le emissioni della discarica a pochi passi da casa!
Rispetto ai 39 impianti presentati dai gestori rispondendo alla manifestazione d’interesse di quattro anni fa e che erano stati accolti dalla Regione, ad oggi abbiamo una quindicina sola di impianti che stanno procedendo più o meno lentamente rispetto alla loro realizzazione. Il risultato è che si continuerà a mettere sotto terra almeno il 25-30% dei rifiuti prodotti in Toscana”, ha concluso Capecchi.

“Il Piano dei Rifiuti ha certificato che le tariffe Tari in Toscana aumenteranno perché il Pd – ha incalzato Marco Stella – ha scelto di non chiudere il ciclo dei rifiuti, ha scelto di non scegliere rispetto alla localizzazione degli impianti, ha tolto i termovalorizzatori. E’ un piano che non serve alla Toscana, non serve alle imprese toscane e non serve ai cittadini. Quella toscana è una delle Tari più care d’Italia, con una delle peggiori raccolte differenziate. Quello che ha di circolare questo piano è il continuo inseguimento del Pd nei confronti del Movimento Cinque Stelle, il quale ha fatto credere al Pd che avrebbe votato il Piano dei Rifiuti, e invece non lo ha fatto. Ma c’è un altro dato politico, oltre al rapporto con i 5 Stelle, ed è la dipendenza della maggioranza dai voti di Italia Viva; oggi c’erano solo 19 consiglieri regionali in aula, si è posta una questione di numero legale alla prima e alla seconda votazione, e questo significa che anche Italia Viva non sta più in questa maggioranza. Il Pd non è autosufficiente e ha perso l’alleanza per le elezioni regionali sia con il M5S che con Italia Viva: questo è il dato politico che emerge”, ha chiuso il capogruppo di Forza Italia.

“Siamo di fronte a un piano che ha come unica certezza quella dell’insufficienza degli impianti – ha incalzato la presidente del gruppo della Lega Elena Meini – e al contrario lascia tanti interrogativi, comprese le sorti di quelli che hanno passato il primo vaglio della Regione, a partire dal gassificatore di Pontedera, presente nell’elenco, di cui ci è stata anticipata la non realizzazione dal presidente del Consiglio regionale Mazzeo ma di cui ancora non abbiamo conferma. La speranza è che quell’impianto non veda la luce, ma è comunque evidente la frattura interna alla maggioranza.
Il centrodestra invece ha le idee ben chiare su questo piano e anche su una proposta sul tema rifiuti e ambiente su cui stiamo lavorando da tempo e sarà parte del nostro programma elettorale per le regionali. Idee chiare che non ha avuto il centrosinistra che ha viaggiato a fari spenti, varando un piano che non pianifica, che non realizza impianti adeguati ai bisogni di tutte le zone della Toscana, evitando di sovraccaricarne a sfavore di altre, con la conseguenza inevitabile di un aumento della Tari”, ha concluso Meini.

“A circolare non è l’economia – punge Landi – ma i camion che spostano i rifiuti lungo tutta la Toscana, quando non fuori regione o fuori Italia.  E questo perché con il piano la Regione ha deciso di non decidere, demandando ad altri responsabilità che il governo regionale si dovrebbe assumere. E lo si fa spesso per ragioni elettorali, facendo scomparire impianti in prossimità delle elezioni amministrative, mettendo così avanti l’interesse politico a quello della comunità. E’ successo a Empoli con il gassificatore, è successo a Livorno con il termovalorizzatore. E a proposito dell’impianto livornese – puntualizza il portavoce dell’Opposizione – nel Piano c’è scritto che fino a quando non saranno attivi i nuovi impianti resteranno operativi quelli esistenti, compresi quattro termovalorizzatori. Peccato che uno, quello di Livorno, è spento da un anno sancendo una previsione sbagliata, e quello che andrà a sostituirlo, l’ossicombustore di Peccioli, è un’incognita e comunque non vedrà la luce prima del 2030. E nel frattempo? Nel frattempo continueremo a far viaggiare i rifiuti e aumentare le tariffe”.

A margine della conferenza stampa è intervenuto anche il capogruppo di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi: “Deve fare riflettere soprattutto gli elettori di centrosinistra il comportamento della coalizione che guida la Regione Toscana che da una parte strizza l’occhio e asseconda le proteste ultra-ecologiste e contemporaneamente non si fa scrupoli a portare avanti impianti che sorgeranno a meno di 200 metri di distanza dai centri abitati come quello di Salanetti. Da parte sua il centrodestra sta mostrando di essere una forza alternativa capace di approfondire temi così cruciali”.